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1.   Le visioni cosmiche del transumanismo forte - 03/05/2009

Come sono diventato transumanista

 

Sono transumanista da quando ricordo di avere l' uso della ragione. Forse è colpa di mia madre che mi dava libri di fantascienza per farmi stare tranquillo sulla spiaggia a Capri mentre lei prendeva il sole. Siccome mamma era una lettrice avveduta, i libri che mi dava erano dei migliori e l’idea centrale del transumanismo, che la condizione umana può e deve essere migliorata radicalmente attraverso la scienza e la tecnologia, mi è sempre sembrata banalmente ovvia. Uno dei primi libri che ricordo di aver letto, a sei o sette anni, era del Maestro: "Childhood's End" di Sir Arthur C. Clarke, pubblicato in Italia da Urania come "Le Guide del Tramonto", mi offrì la prima visione cosmica di un universo grande, magico e misterioso, popolato da intelligenze incomparabilmente superiori alla nostra e con poteri quasi divini, ma fondato su basi scientifiche.
Qualche anno dopo vidi Neil Armstrong passeggiare sulla luna e l’indimenticabile film "2001: Odissea nello Spazio", realizzato da Stanley Kubrick con la collaborazione di Clarke. Il film e il libro omonimo sono dei capolavori, capaci di comunicare all'immaginario personale e collettivo il "sense of wonder", il fascino misterioso di un universo lontano e incomparabilmente più grande di noi, ma che potremo raggiungere e forse comprendere quando saremo pronti.
Non ho mai conosciuto Arthur C. Clarke di persona, ma ho avuto l’onore di partecipare a une videoconferenza con lui nel 2005, lui nello Sri Lanka e io a Caracas, in Venezuela, in occasione di una conferenza mondiale transumanista organizzata dall’amico Josè Luis Cordeiro. Clarke è morto recentemente, a novanta anni e avendo vissuto una delle vite più piene che sia mai stato dato di vivere a una persona. Grazie, Sir Arthur, per avermi offerto delle visioni cosmiche di incomparabile bellezza che ancora, dopo tanti anni, continuano ad affascinarmi. Grazie per avermi spinto verso la scienza e verso le stelle. Con queste influenze, non potevo fare altro che laurearmi in fisica teorica con specializzazione informatica, e passare vari anni in centri di ricerca come il CERN e l’Agenzia Spaziale Europea. Adesso faccio l’imprenditore nel settore emergente della realtà virtuale, e continuo a pensare alle stelle.
Negli anni 90 il nostro mondo cominciò a cambiare radicalmente: la nascita e la graduale diffusione di Internet cominciarono a permettere a tutti gli utenti della rete, ancora pochi a quei tempi (dopotutto stiamo parlando dello scorso millennio), di entrare in contatto e partecipare alle attività di comunità globali, distribuite geograficamente, capaci di trascendere la distanza e i confini nazionali. Il transumanismo organizzato è un figlio di Internet: la comunità transumanista è definita da interessi comuni ancora molto, come dire, "esotici", e molte comunità locali non sarebbero mai riuscite a raggiungere una massa critica. Internet è stato il catalizzatore della comunità transumanista globale, ed è interessante notare che, una volta consolidata tale comunità globale e con la diffusione sempre più frequente delle idee transumaniste sulla stampa online, è stato finalmente possibile creare a far fiorire comunità transumaniste locali e nazionali. Prima fra tutte, naturalmente, l'Associazione Italiana Transumanisti della quale ho l'onore di essere uno dei soci fondatori.
Come molti, ho scoperto il transumanismo organizzato grazie a un articolo intitolato "Meet the Extropians" [1] pubblicato sulla rivista "Wired" nel 1994. Gli "Estropici", nati negli anni 80 in California sulla scia del travolgente entusiasmo di Max More e Natasha Vita-More, sono stati la prima comunità transumanista organizzata e ancora oggi gestiscono uno dei più conosciuti gruppi di interesse transumanisti. Agli estropici è stata spesso rivolta l'accusa, a volte giustificata, di avere una visione politica limitata all’"ideologia californiana" centrata sull’entusiasmo incondizionato verso la tecnologia e la libertà "sfrenata" tipica della California degli anni 80 e 90, "una bizzarra fusione della Boheme culturale di San Francisco e l' industria high-tech della Silicon Valley" [2].
In parte come reazione alle posizioni sociali e politiche espresse da molti estropici, l' Associazione Transumanista Mondiale (WTA) é stata portata avanti dal filosofo Nick Bostrom, ora Direttore dell' Istituto per il Futuro dell' Umanità dell' Università di Oxford e, soptattutto, James Hughes, che è stato il primo ad offrire una formulazione e interpretazione chiaramente di sinistra del pensiero transumanista. Il libro di Hughes, "Citizen Cyborg" [3], propone una rilettura delle idee transumaniste in chiave socialista, o almeno socialdemocratica. Probabilmente James non sarebbe d’accordo con la parola "rilettura", ma sosterrebbe invece che l'impostazione di sinistra è sempre stata presente nel pensiero di precursori come lo scrittore Herbert George Wells, il biologo John Haldane e il fisico John Bernal.
Ho fatto parte per molti anni del consiglio direttivo della WTA, della quale sono stato Direttore Esecutivo per un anno. In seguito ad alcune differenze ideologiche ho recentemente abbandonato l'organizzazione, che si chiamerà "Humanity +" dopo un processo di "rebranding" ancora in corso.
Negli ultimi anni il pensiero transumanista è stato sempre più presente e visibile sulla stampa e i media, dove viene spesso presentato in modo positivo o almeno neutro, ma a volte in chiave negativa. Il noto autore e intellettuale Francis Fukuyama, in un articolo pubblicato sulla rivista "Foreign Policy" nel 2004, ha definito il transumanismo come "l' idea più pericolosa del mondo" [4]. Fukuyama scrive: "Negli ultimi decenni, uno strano movimento di liberazione si è sviluppato nel mondo occidentale. I suoi paladini mirano molto più in alto dei difensori dei diritti civili, le femministe, o gli attivisti per i diritti gay. Vogliono niente meno che liberare la specie umana dai suoi vincoli biologici. Secondo i “transumanisti”, gli esseri umani devono strappare il loro destino biologico dal cieco processo evolutivo di mutazione casuale e adattazione, e passare alla fase seguente come specie". Queste parole, pur essendo dovute a uno dei critici più duri del pensiero transumanista, ne rappresentano una validissima e succinta definizione.
É facile capire come gli apostoli della meschinità piccolo borghese, i perbenisti di ogni colore politico e la "maggioranza morale" idiota e politicamente corretta abbiano fatto proprie le critiche di Fukuyama. Ma spesso tali critiche vengono ripetute da coloro che vedono arrivare all'orizzonte un'onda gigantesca di cambio radicale, che minaccia di travolgere il comodo rifugio della "condizione umana", e ne hanno paura.
Per noi, transumanisti, le nostre sono le idee più belle del mondo. Nella piazza principale di Caracas c'è un' enorme lastra di marmo con una frase di Simon Bolivar: "Se la natura è contro di noi, la combatteremo e la costringeremo all'obbedienza". Passando nella piazza con James Hughes gli dissi: ecco una bellissima definizione delle nostre idee. Noi transumanisti pensiamo che la vecchiaia e la stessa morte non siano altro che malattie: malattie che purtroppo non sappiamo ancora come curare, ma che il progresso scientifico ci permetterà prima o poi di vincere.
Si, lettore, hai capito bene. Curare la vecchiaia e la morte. Il transumanismo è, fondamentalmente, una filosofia materialista dove non c'è spazio per il misticismo o per la fede in un soprannaturale rivelato. Il materialismo transumanista riconosce che i nostri corpi e i nostri cervelli sono macchine biologiche in un universo materiale retto dalle leggi della fisica e che le nostre menti, i nostri pensieri, memorie, emozioni e identità sono riconducibili a complesse strutture di dati e processi computazionali in atto su tali macchine biologiche. Le macchine si possono riparare e mantenere in funzionamento per un tempo indefinito: la scienza, e solo la scienza, sarà capace di prolungare la vita biologica al di là di ogni "data di scadenza" definita. Il che è poi una formulazione moderna di un'idea antica come il mondo: l'immortalità, promessa da quasi tutte le religioni. Sembra paradossale che la scienza, dopo avere negli ultimi secoli minato gradualmente le basi della religione, sembri ora incamminata verso la realizzazione delle promesse di questa.
Se i nostri pensieri, memorie, emozioni e identità sono dati codificati nei nostri cervelli biologici, potrebbe essere possibile leggere questi dati e trasferirli su un supercomputer capace di emulare i metodi di calcolo usati dal cervello per generare la mente pensante. Questo processo, ancora ipotetico, è noto come "mind uploading" (trasferimento mentale) e, secondo alcuni transumanisti, permetterà il trasferimento della personalità originale di un soggetto a nuovi supporti non biologici. Immortalità cibernetica, con l'interessante possibilità di realizzare varie copie della stessa mente.
Le differenze ideologiche alle quali ho accennato sono dovute a un graduale processo di riflessione, iniziato con una semplice domanda: Se il transumanismo è un'idea così bella, come mai non riesce a far presa al di fuori di una ristretta cerchia di persone che sono già, in qualche modo, predisposte? Pensando che le nostre visioni potrebbero offrire pace interiore, "sense of wonder", e una gioiosa consapevolezza del nostro ruolo nel vasto universo, mi meraviglia che esse non siano condivise ed esaltate da centinaia di milioni di persone. Si tratta chiaramente di un problema di marketing: i transumanisti non sono finora riusciti a mettere a punto strategie di comunicazione convincenti.
Probabilmente questo è in parte dovuto all'impostazione forse esageratamente razionale, scientifica e tecnologica del transumanismo moderno. Un'impostazione ingegneristica, fredda, pacata, asettica, cauta, caratterizzata dall'attento esame di premesse e conclusioni, dal desiderio di evitare toni emotivi o drammatici, e dal dubbio sistematico. Ideale per la ricerca scientifica e lo sviluppo tecnologico, ma che non sembra capace di far presa rapida sull'immaginario personale e collettivo. Il transumanismo moderno fa spesso proprio il chiaroscuro del pensiero debole, definito così da Gianni Vattimo: "Il pensiero debole è una riduzione delle perentorietà. Si definisce in opposizione al pensiero forte, di chi ritiene di enunciare principi fondamentali, basilari: come quelli di Aristotele o Cartesio. Secondo me queste proposizioni forti sono socialmente pericolose, basta pensare a tutte le obiezioni di Popper a Platone. E in più non corrispondono all’attualità del pensiero. Da un lato il pensiero forte è legato a posizioni autoritarie. Dall’altro la filosofia del Novecento - con Nietzsche, Heidegger, Gadamer, forse anche Habermas - si basa sull’idea che la verità è questione di interpretazioni. È così, anche se pensi al Wittgenstein non del Tractatus ma quello dei giochi linguistici. L’idea da cui parte il pensiero debole è che la verità di una proposizione si mostra solo dentro un sistema, un linguaggio, le regole di un gioco, un paradigma. Anche la filosofia angloamericana post-analitica gira gira non è tanto lontana dal pensiero debole". [5].
Sono convinto che la formulazione delle idee transumaniste in termini relativamente deboli ne renda più difficile la diffusione. I comunisti con le loro bandiere rosse, i fascisti con le loro camicie nere, i coloni americani con il loro "Manifest Destiny" [6] e, naturalmente, la chiesa con la sua fede in Dio e nella resurrezione, hanno saputo formulare il loro messaggio anche in termini forti, semplici e immediati. La parola "anche" è fondamentale: senza abbandonare trattamenti rigorosi e formulazioni filosoficamente sofisticate, queste organizzazioni hanno distillato versioni condensate delle loro idee, espresse in toni forti per permettere una presa rapida, adatte al proselitismo e al consumo di massa.
Purtroppo alcuni esponenti del transumanismo moderno, invece che ad affermare in modo forte le visioni transumaniste più radicali, sembrano piuttosto interessati a diluire le proprie idee per renderle più facilmente accettabili da parte del mainstream accademico e culturale, troppo spesso caratterizzato dal perbenismo, la correttezza politica e la mancanza di immaginazione. È stato per prendere le distanze da questa tendenza che, alcuni mesi fa, ho offerto le mie dimissioni dalla WTA.
Ricorre nel 2009 il centenario della pubblicazione del Manifesto del futurismo [7] di Filippo Tommaso Marinetti, dove possiamo leggere parole "forti" che esprimono una sensibilità chiaramente transumanista, come "Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente". A noi transumanisti moderni, troppo abituati ai toni freddi e pacati dell' odierno linguaggio scientifico, i toni forti di Marinetti possono sembrare esagerati. Ma le parole di Marinetti hanno fatto sbocciare il movimento futurista, uno dei fenomeni culturali e artistici più dirompenti e vitali dell' inizio del ventesimo secolo e, come è necessario ricordare, un chiaro precursore del pensiero transumanista.
L' Associazione Italiana Transumanisti, rappresentata da Riccardo Campa e Stefano Vaj, ha partecipato alla festa futurista organizzata alla sala Estense dall’ associazione Ferrara Video e Arte in collaborazione con il gruppo FTM Azione futurista. L'evento ha permesso di iniziare un dialogo fra transumanisti e neofuturisti che, spero, risulterà in una fusione fra l' impostazione prevalentemente scientifica dei transumanisti e quella, più artistica e sotterranea, dei neofuturisti.
Ricordiamo che, oltre che in Italia, il movimento futurista ha avuto una forte presenza anche nella Russia degli inizi del Novecento, dove è stato rappresentato da numerosi artisti dei quali il piú conosciuto è il poeta Vladimir Mayakovsky. Un'altra tendenza emersa in Russia nello stesso periodo, con una forte affinità al transumanismo, è stato il movimento "cosmista" rappresentato fra altri dal pioniere dell'esplorazione spaziale Konstantin Tsiolkovsky e dal filosofo Nikolai Fyodorov. Al primo si deve una visione cosmica del futuro della nostra specie, destinata a conquistare le stelle, e al secondo l'intuizione che la scienza e la tecnologia del futuro potrebbero permettere di resuscitare i morti.
Si, lettore, hai di nuovo capito bene. Osando immaginare l'impensabile, Fyodorov afferma che la resurrezione dei morti, promessa dalle religioni, potrà essere realizzata dagli ingegneri del futuro. Le sue idee, forse troppo rivoluzionarie perfino per i transumanisti moderni, potrebbero permettere una fusione fra scienza e religione. Naturalmente Fyodorov si esprimeva nel linguaggio della scienza del suo tempo, ma filosofi e scienziati più moderni, come Hans Moravec e Frank Tipler, hanno formulato idee simili nel linguaggio della scienza di oggi [8]. E il Maestro non poteva essere da meno: nel libro "The Making of Kubrick's 2001", Sir Arthur Clarke scrive: "Forse il nostro compito su questo pianeta non è di adorare Dio -- ma di crearlo".
Nel 2004 ho scritto un articolo, pubblicato online dall'IEET e intitolato "Engineering Transcendence" [8], la cui traduzione più fedele è probabilmente "Costruire la Trascendenza", dove propongo di aggiungere alle interpretazioni "classiche" del pensiero transumanista un nuovo livello interpretativo esplicitamente "religioso" capace di offrire agli abitanti del nostro secolo, spesso troppo scientificamente a culturalmente sofisticati per poter trovare sollievo e speranza nella fede, una visione cosmica del proprio ruolo in un universo misterioso e meraviglioso dove, forse, la tecnologia permetterà di costruire gli dei e riportare i morti alla vita. Propongo, inoltre, di formulare tale messaggio in un linguaggio semplice, chiaro, immediato, e sufficientemente "forte" da raggiungere non solo la sfera intellettuale, ma anche le correnti sotterranee delle speranze e delle emozioni: "presentare queste possibilità -- passare alla prossima fase di co-evoluzione con la tecnologia, espanderci nell'universo, resuscitare i morti, e costruire Dio -- come dovere e destino cosmico della nostra specie, usando anche alcuni dei rituali la cui efficacia è dimostrata dalla storia delle religioni".

Non ho certamente bisogno di dire che l'articolo citato, pur essendo stato ricevuto con entusiasmo da una parte della comunità transumanista internazionale, è stato considerato "eretico" dalla maggior parte dei transumanisti. L'interfaccia fra transumanismo e religione è su una faglia sismica dell'immaginario collettivo, dove pochi osano avventurarsi.
William Sims Bainbridge, noto come "Bill" nell'ambiente transumanista, è fra i pochi che osano avventurarsi oltre l'orizzonte. Nel 2008 Bill, un manager di alto livello della National Science Foundation, ha organizzato la prima conferenza scientifica nel ciberspazio del videogioco online World of Warcraft [9]. I piú di cento partecipanti alla conferenza, dei quali ho avuto il piacere di far parte, hanno avuto modo di apprezzare la straordinaria vitalità intellettuale di Bill, e la creatività che ne ha fatto spesso il portavoce di idee poco convenzionali.
Nel 1982, in un articolo intitolato "Religions for a Galactic Civilization" [10], Bill scrisse: "Poche civiltà, e la nostra potrebbe essere fra le prime nei nostri dintorni, avanzano in modo sufficientemente rapido, stimolate e guidate da movimenti sociali trascendenti, da sviluppare la comunicazione e colonizzazione interstellare prima di entrare in una fase culturale statica. Una specie che conquista le stelle avrà sviluppato una cultura che include una religione cosmica, ben adattata alla continuazione di un'espansione senza limiti. Distribuita su migliaia di mondi, questa favorirà l'emergere di ancora più grandi mutazioni culturali che porteranno ad ancora più elevati livelli di sviluppo, al di là della nostra immaginazione. È sbagliato pensare che le religioni irrazionali siano sempre un ostacolo al progresso. Ho suggerito che soltanto una religione trascendente, impratica e radicale potrà portarci sulle stelle".
Nel 2008, con Bill e l'instancabile giramondo Philippe Van Nedervelde, fervente transumanista e uno dei più conosciuti specialisti de realtà virtuale, ho partecipato alla fondazione dell`Ordine degli Ingegneri Cosmici, una nuova organizzazione transumanista che afferma senza timori o compromessi la natura radicalmente rivoluzionaria delle nostre idee. Il pensiero forte degli Ingegneri Cosmici si propone di realizzare un programma simile alla fusione dell'ingegneria transumanista con l'arte neofuturista, aperta inoltre alla sensibilità cosmica e spirituale rappresentata dai cosmisti russi.
La cerimonia di inaugurazione dell'Ordine ha avuto luogo, poco meno di un anno fa, nella bellissima Silvermoon City... una città virtuale nel metaverso di World of Warcraft. Alcuni giorni prima avevo presentato il programma degli Ingegneri Cosmici a una conferenza internazionale sulle religioni del futuro, e il futuro delle religioni... in Second Life [11]. L'Ordine degli Ingegneri Cosmici organizza regolarmente eventi in realtà virtuale dedicati a temi scientifici, culturali, artistici e spirituali di varia indole, aperti alla partecipazione di tutti gli abitanti del nostro pianeta indipendentemente dalla loro situazione geografica.
La Fondazione Terasem ha pubblicato un articolo di Philippe Van Nedervelde intitolato "Awaken the Universe -- Introducing the Order of Cosmic Engineers" [12]. Alcuni mesi più tardi la rivista Flux dell'Istituto Rathenau ne ha pubblicato un conciso riassunto: "L' Ordine degli Ingegneri Cosmici è una nuova organizzazione transumanista che (fra le altre cose) aspira a offrire una visione solare e accessibile, e scientificamente valida, come alternativa al "gelo emozionale" dovuto alla scomparsa della religione. I transumanisti pensano che l' umanità è destinata ad espandersi nell'universo. Nel futuro prevedibile, potremo abbandonare i nostri corpi biologici e trasferire la nostra consapevolezza e intelligenza ad altra materia. Questo è da paragonare all'acquisto di una nuova vettura quando la vecchia comincia a sfasciarsi. La materia transumana sarà consapevole e intelligente, e si espanderà nell' universo. Forse delle civiltà in altre parti dell' universo faranno lo stesso. Alla fine, dopo un tempo molto, molto lungo, tutta la materia dell' universo sarà consapevole e intelligente. Una metaconsapevolezza, o un nuovo ente universale, raggiungerà gradualmente la maturità. I cristiani considererebbero tale ente come Dio. E potrebbe infatti essere un Dio naturale, ma non soprannaturale. Che cosa succederà dopo? Potremmo diventare parte di una gigantesca giostra cosmica, forse anche di una simulazione, e poi tutto ricomincerà di nuovo allo stesso livello o livelli sempre più alti" [13].

Giulio Prisco



[1] Ed Regis, Meet the Extropians, Wired 2.10, Ottobre 1994, [ + ]
[2] Hypermedia Research Centre, University of Westminster, The Californian Ideology, [ + ]
[3] James Hughes, Citizen Cyborg: Why Democratic Societies Must Respond to the Redesigned Human of the Future, 2004, Westview Press
[4] Francis Fukuyama, Transhumanism: The World’s Most Dangerous Idea?, Foreign Policy, Settembre/Ottobre 2004, [ + ]
[5] Intervista a Gianni Vattimo di Alberto Papuzzi , La Stampa, Gennaio 2006, [ + ]
[6] Manifest Destiny, Wikipedia, [ + ]
[7] Filippo Tommaso Marinetti, Manifesto del futurismo, [ + ]
[8] Giulio Prisco, Engineering Transcendence, IEET, Dicembre 2004, [ + ]
[9] John Bohannon, Slaying Monsters for Science, Science, 2008, [ + ]
[10] William Sims Bainbridge, Religions for a Galactic Civilization, Science Fiction and Space Futures, edited by Eugene M. Emme. San Diego: American Astronautical Society, 1982, [ + ]
[11] Conference on the Future of Religions / Religions of the Future, [ + ]
[12] Philippe Van Nedervelde, Awaken the Universe -- Introducing the Order of Cosmic Engineers, Journal of Geoethical Nanotechnology, Volume 3, Issue 3, •rd Quarter, 2008, [ + ]
[13] Intervista a Philippe Van Nedervelde di Johan Nebbeling, Flux 1, Rathenau Institute, Ottobre 2008