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Roberto Guerra, Futurismo per la nuova umanità - Armando Editore (2012)

FUTUROLOGY

Ugo Spezza

 

In questo volume il poeta e attivista futurista Roberto Guerra traccia una retta impropria che ricongiunge il futurismo pre e post 1944, ovvero dalla data della morte del fondatore del movimento futurista Filippo Tommaso Marinetti. La retta è impropria (termine derivato dalla geometria analitica) perché se non vi è una assoluta continuità con le idee reazionarie dei fondatori del movimento e col manifesto Futurista del 1909 il nuovo movimento Neofuturista italiano ne riprende comunque l'enfasi e ripropone i contenuti migliori di questo movimento in chiave post-2000 adattandoli ad un mondo che va via binario verso il cyberspazio e verso la integrazione uomo-macchina più di quanto la gente normale pensi.
La tecnologia sta profondamente mutando l'essere umano e solo animi sensibili e sensibilizzati riescono a percepire questo cambiamento. La ricercatrice della Columbia University, Betsynet Sparrow, ha recentemente paragonato Internet a una "memoria esterna" del nostro cervello. Lo studio della Sparrow è molto serio ed è intitolato: "Google Effects on Memory: Cognitive Consequences of Having Information at Our Fingertips", ovvero "Effetti di Google sulla memoria: conseguenze cognitive nel poter avere tutte le informazioni a portata di dito". Lo studio afferma a chiare lettere che ormai, avendo a disposizioni ampi database consultabili su ogni argomento possibile il nostro cervello omette sempre più di memorizzare ciò gli serve. In un certo senso stiamo assistendo ad una atrofizzazione della memoria biologica in favore di una memoria digitale esterna. Google conta 47 immensi datacenter di cui 35 in USA, e 12 in Europa. Basti pensare solo che quello presente in Sud Carolina si estende per 186 ettari! In tutto si calcola che siano 450.000 i super-computer con sistemi operativi Unix Bsd e Linux per processare i dati di catalogazione del web e rispondere alle centinaia di milioni di richieste degli utenti ogni giorno. Accade allora che il cervello umano, avendo disponibile questo oracolo, si abitua a non ricordare più le informazioni nella loro completezza bensì a ricordare le tecniche per trovarle! Questo comporta che tenderemo inevitabilmente a dimenticare molte informazioni quando saremo sconnessi da Internet ottenendo di fatto una involuzione delle funzioni cognitive della nostra memoria biologica.
Queste tendenze erano state percepite dal Marinetti nei suoi scritti già nel lontano 1913 quando egli affermava:
«Il Futurismo si fonda sul completo rinnovamento della sensibilità umana avvenuto per effetto delle grandi scoperte scientifiche. Coloro che usano oggi del telegrafo, del telefono e del grammofono, del treno, della bicicletta, della motocicletta, dell'automobile, del transatlantico, del dirigibile, dell'aeroplano, del cinematografo, del grande quotidiano (sintesi di una giornata del mondo) non pensano che queste diverse forme di comunicazione, di trasporto e d'informazione esercitano sulla loro psiche una decisiva influenza.»
Il nuovo testo di Roberto Guerra serve oggi a segnalare ai media che il futurismo di Marinetti e del suo alter-ego russo Majakowsij non è morto nel 1944 ma anzi ha avuto continui "rilanci" ideologici. A partire dal 1967 a cura di Enzo Benedetto e degli autori della rivista "Futurismo oggi" che terminò la sua esperienza nel 1993. Un successivo rilancio che ha riportato l'attenzione dei media sul movimento è stata proprio quella del Centenario Futurista del 2009 la cui mostra ha visto proprio il Guerra come organizzatore nella città di Ferrara.
Roby Guerra espone poi nel testo una breve lista delle avanguardie nazionali attuali. In primis i NetFuturisti di Antonio Saccoccio, già molto attivi sul web con il lancio di interessanti manifesti mediatici di critica alla stagnazione della società contemporanea. Da segnalare anche la missione di Graziano Cecchini, l'artista futurista che inondò di rosso la fontana di Trevi a Roma e fece rotolare 500.000 palline colorate giù per piazza di Spagna. Guerra spiega appunto il perché di tale gesto.
Nella letteratura attuale il neofuturismo si esprime ad esempio nel movimento Connettivista di Francesco Verso ma la più grande realtà avanguardista italiana si può senza dubbio ritenere quella di Riccardo Campa e della sua Associazione Italiana Transumanisti (AIT). Già professore universitario e studioso di Futurismo il Campa ha realizzato una associazione che conta duecento iscritti e più di 2.000 contatti Facebook ed è attiva anche in campo internazionale.
Il volume prosegue nella narrazione delle avanguardie artistiche (non dimentichiamo l'influenza sull'arte che ebbe il futurismo) come quella di Paolo Ruffilli e Giovanni Tuzet per la poesia. Un capitolo è dedicato anche al critico (e criticatissimo…) Vittorio Sgarbi che nella sua Salemi ha peraltro rilanciato mediaticamente il futurismo storico in diverse citazioni appoggiandosi all'ideologia progressista di Marshall McLuhan. Non ultimo troviamo il Vasco Rossi, citato dal Guerra perché nelle sue canzoni spesso cita frasi tratte dal futurismo "classico". Infine troviamo citati autori come Pierre Theilhard de Chardin (1881-1955), padre gesuita ma anche geologo e paleontologo, che ebbe notevoli intuizioni sulla realizzazione di una "mente globale" e di una infrastruttura di menti collegate in una rete globale anticipando di fatto di 50 anni la realizzazione di Internet.
Da segnalare, nell'appendice, anche interviste significative agli stessi Cecchini, Campa, Saccoccio, Sussan, Pilia (area futurista e transumanista) oltre a nuove realtà come quali Amaducci, Giovannini, Roversi, e altri tra cui figura l'autore di questo sito.
Concludendo: un volume interessante quello del poliedrico Roberto Guerra che apre uno spaccato su un movimento che vede il suo rifiorire artistico e ideologico nel nuovo millennio.

Da: FUTUROLOGY

 

 

 

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