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Cybersex. Una reale seduzione virtuale

Anche durante i rapporti tradizionali capita di far sesso in parte con la persona in carne ed ossa che si ha tra le braccia e in parte con un avatar generato dalla mente. La tecnologia espande queste possibilità.

Playboy - Luglio 2009

Anna Ricci

 

Sesso telefonico o in chat, giochini elettronici di varia natura e bambole gonfiabili sono preistoria. La tecnologia, infatti, non serve, fortunatamente, solo per riempire la nostra casella dí posta con le "imperiose e urgentissime" richieste del capo, ma anche per passare dei bei momenti. E non stiamo parlando dí giochi per PC o per Playstation che si preferisca. Quantomeno non dei soliti giochi... Il rischio non è di venir ucciso dal cattivo di turno o di perdere la partita, ma quello di ricevere un pixellato, magari, ma sonoro, due di picche o di venire scaricati dalla propria compagna. Sono, infatti, ancora vive l'eco di quella moglie inglese che ha chiesto il divorzio dopo aver trovato, su Second Life, l'avatar del proprio marito che concupiva un altro dalle curve femminee non corrispondenti a quelle della gentile consorte. Quest'ultima, di certo, non sapeva che i prodigi tecnologici possono rendere la stessa vita di coppia notevolmente più piacevole, anche quando la lontananza rende impossibili gli amplessi reali. La Philips, che i più associano a Tv, prodotti per la casa o per la cura della persona, ha da pochi mesi lanciato sul mercato dei particolari massaggiatori intimi che aiutano l'esplorazione e l'eccitazione dell'altro. L'azienda olandese, che non per nulla è un colosso dell'elettronica, ha evidentemente pensato di tentare una nuova strada che possa allontanare la crisi economica, visto l'interesse dei consumatori.
Se, invece, il partner, più o meno occasionale, è distante esistono protesi di organi sessuali maschili o femminili collegabili al computer tramite porta USB, come il Sinulator o l'Interactive Fleshlight. La donna, in questo caso, può "regolare" il ritmo del partner, con soddisfazione di entrambi.

Stefano Vai, docente di diritto delle tecnologie all"Universita' di Padova e segretario nazionale dell'Associazione Italiana Transurnanísti, afferma che «è diventata ovvia l'idea di spingere il concetto sino a una realtà virtuale completamente immersiva, attraverso l'adozione di un abito telemetrico che dei cinque sensi umani ne copra completamente almeno tre, cioè vista, udito e tatto, e consenta di interagire virtualmente con altre persone attraverso un computer». Si tratta della cosiddetta cybertuta, che è finita sotto le luci della ribalta a una fiera del porno di qualche anno fa. Dal primo prototipo è passato del tempo e dai controlli remoti si è arrivati a indumenti che trasferiscono le vibrazioni di un amplesso che si sta consumando su Second Life. L'invenzione la si deve a Kevin Alderman e promette sensazioni tutt'altro che platoniche, grazie a piccole scosse e vibrazioni. Ideale per sentirsi vicini alla propria partner anche quando si è dall'altra parte della Terra; emozionante se si vuole conoscere un po' più "profondamente" una sconosciuta avatar, sconsigliata se la si vuole usare per consumare un tradimento, perché la nostra metà potrebbe in sospettirsi se non si è subacquei di professione.
La Linden, la società che, appunto, controlla Second Life, ha pianificato a breve un sistema di controllo degli accessi a zone esplicitamente riservate agli adulti. Il che è un peccato rispetto alla libertà che normalmente si gode in tali ambiti. «Il cybersex - spiega Vai - è sicuramente idoneo ad aiutare molti a vincere inibizioni, remore, timori giovanili, conformismi sociali». A favore due aspetti fondamentali: sicurezza e, per chi lo desidera e sin quando lo desidera, anonimato. Nello stesso tempo, sono nate piattaforme più specificatamente rivolte a incontri sessuali. Se, quindi, il quartiere a luci rosse di Amsterdam potrebbe scomparire dalla vita reale, sarebbe più frequentato che mai virtualmente, senza nemmeno il costo di un biglietto aereo, ma grazie a un semplice click. Si tratta del Red Light Center, modello in 3D del famoso quartiere dei Paesi Bassi, popolato da avatar che si possono piacevolmente dedicare all'hard più estremo e fare acquisti di sex toys o di lingerie provocante. Scaricato il software gratuito, si crea il proprio alias e si esplorano le varie zone, ma per accedere a tutti i contenuti bisogna fare un abbonamento di 20 dollari al mese. Portarsi a letto la propria preda è, del resto, lo scopo (nemmeno tanto mascherato) di Naughty America: The Game, gioco 3D, dove socializzare è solo il mezzo per arrivare al dunque. Inoltre, sia il gioco che la piattaforma virtuale permettono un plus non da poco: dare veri appuntamenti al proprio partner virtuale. Ma questa è la vecchia storia...
Per chi invece ama la totale virtualità e non vuole avere a che fare con le problematiche e i "sì, no, non so" di cui le donne sono docenti universitarie, la soluzione arriva sul computer e si chiama Eloisa. Sul sito eloisa.it è infatti possibile trovare una compagna di chat totalmente virtuale che risponde a qualsiasi nostra domanda o discorso a tono e con tutta quell'ironia che abbiamo sempre sognato (e mai trovato) nella nostra anima gemella Off line è possibile acquistare su chatrobotics.com, per 75 euro, un programma compatibile cori Windows Xp o Vista, che installa un personaggio virtuale, del quale scegliere il look. Ed ecco, allora, Rama, Sakurr Kofee, Saucy, parenti strette dell'antesiniana Eloisa, con la quale hanno in comune, oltre a un indubbio fascino da Lolita, la capacità di... avere sempre la risposta giusta, grazie all'algoritmo Semantic Browsing. Se vi sembra poco sexy, provate pure a fare delle proposte indecenti a Eloisa e alle sue amiche: rivaluterete gli algoritmi e la matematica!
Se si desidera avere un'esperienza "totale" non resta che acquistare un robot. Si tratta pur sempre di un coagulo di chip e bulloni, ma assemblati molto bene e con le curve giuste al posto giusto. «Un'azienda giapponese, Ai Robotics, - ci racconta Riccardo Campa, professore di sociologia all'Universita' di Cracovia e presidente dell'AIT - ha recentemente lanciato la sua creazione: Lisa, bionda o bruna, casual o elegante». I suoi creatori, sostengono che Lisa riconosca sensazioni tattili, vocali e visuali. A giudicare dai video, tuttavia, è ancora molto impacciata e poco femminile nei movimenti. Più appagante Andy, umanoide che ha per papà un meccanico aeronautico tedesco, Michael Harriman. Decidere di convivere con lei non è esattamente economico, perché i robot hanno un loro costo iniziale, ma non bisogna dimenticare quanto possono essere pretenziose alcune donne, al giorno d'oggi. Andy ha un cuore che pulsa e che si eccita, emette ansimi e secrezioni vaginali da una protesi in silicone ultra morbido e muove ritmicamente i fianchi nemmeno fosse una ballerina brasiliana. Non è altissima, ma distesi siamo tutti uguali, e, poi, è in arrivo anche la sua sorella stangona Linny, bomba sexy di 1,85 m. A breve, Harriman sarà in grado di assemblare anche veri e propri cloni di chi avreste sempre voluto avere sotto le lenzuola. In Giappone, Repliee Q1 ha forgiato il robot di una famosa anchorwoman nipponica: carina ed evoluta, ma molto castigata nell'abbigliamento. In fondo, però, non c'è un detto proprio a proposito delle acque chete? Se comprare un robot sembra una spesa eccessiva, sempre nel paese del Sol Levante, un imprenditore lungimirante ha dato il la a una serie di motel dove intrattenersi piacevolmente con una di queste bambole superaccessoriate e supertecnologiche. Per 85 euro all'ora. C'è da chiedersi, in ogni caso, se il puro soddisfacimento fisico, senza
il sapore della conquista, possa togliere piacere al sesso. «Acquistare un robot non è esattamente come conquistare una donna. - specifica Riccardo Campa - Anche quando si conquista una persona, però, non si è mai certi se veramente le piacciamo. Molte donne e uomini stanno con qualcuno per quello che questa persona ha e non per quello che è. Qualcuno potrebbe allora pensare che sia meglio avere un rapporto sessuale con un essere robotico senza emozioni, piuttosto che averlo con chi, in carne e ossa, finge». Senza considerare che il robot, pur essendo bellissimo, non farebbe difficoltà ad accoppiarsi anche con le persone meno attraenti. Almeno fin quando, com'è previsto, l'androide non avrà solo un corpo, ma anche una mente autonoma e, allora, potrà rifiutare, più o meno elegantemente, le avances. A quel punto non resterà che farsi impiantare un medical device che scatena l'orgasmo. Si tratta di un semplice chip inserito nella spina dorsale e in grado di stimolare l'area cerebrale del piacere sessuale. Il Dr. Stuart Meloy, della South Carolina, stava lavorando a un dispositivo che liberasse le donne dai dolori cronici alla schiena. Mentre Meloy stava inserendo un elettrodo nella spina dorsale di una sua paziente, questa ha subito segnalato una diminuzione del dolore e un effetto collaterale delizioso e molto intenso... Ripresasi dall'emozione, la donna avrebbe affermato: «Dovete assolutamente insegnare a mio marito come si fa». Il Dr. Meloy afferma «Il chip viene inserito nella parte bassa del midollo spinale. Quando gli elettrodi sono stimolati con un telecomando, il cervello interpreta il segnale come un orgasmo». Il dispositivo è grande più o meno come uno stimolatore cardiaco e fa conoscere l'orgasmo anche a coloro che non l'hanno mai provato. L'impianto dovrebbe venire a costare 17.000 dollari. Per quanto riguarda gli uomini, il dispositivo, al momento, è sotto osservazione e gli unici che ne possono beneficiare sono i fortunati che si sono proposti come cavie. Per il bene dell'umanità, eh!

Da: Playboy - Luglio 2009

 

 

 

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