IL
FILOSOFO E' NUDO
Anno di pubblicazione: 2001
Editore: Adam Marszalek
Città: Torun
ISBN: 83-7174-907-4
Questo volume è una raccolta di pensieri
riguardanti gli aspetti più disparati dell’esistenza umana, come l’amore,
la bellezza, la felicità, la sofferenza, la morte, l’arte, la scienza,
la religione ma anche il sesso, le donne, e gli italiani. L’autore
spazia tra i vari temi, proponendo tesi anticonformiste ma sempre
supportate da argomenti razionali e permettendosi un’inconsueta libertà
di stile che lo porta ad essere ora serio, ora tragico, ora ironico, ora
persino comico. Il libro può essere letto dall’inizio alla fine oppure
aperto a caso in un punto qualsiasi, perché ogni pensiero vuole essere -
per quanto possibile - una riflessione conclusa. Proprio per questo non
serve una particolare preparazione filosofica per avvicinarsi ad esso. La
lettura dei punti più difficili può eventualmente essere rimandata senza
che la comprensione delle altre parti ne risulti compromessa. Il libro è
quindi indirizzato tanto ai professionisti del pensiero, quanto ai
profani. I primi potranno trovarvi qualche idea interessante o un
bersaglio contro cui lanciare i loro strali. I secondi potranno sviluppare
una sana curiosità nei confronti di una disciplina - la filosofia - che
nelle intenzioni dell’autore è qualcosa di più di una materia
scolastica, è la strada verso un’esistenza migliore. (Adam
Marszalek, editore)
Recensioni
"Il
solo fatto che una lettura ti porti nietzschanamente a pensare più a fondo ciò
che veramente pensi dimostra che il tempo ad essa destinata non è stato invano.
Ed in questo senso Il filosofo nudo è un esempio di come ancora oggi si
possa avere l'innocenza sufficiente per scrivere qualcosa di semplice,
stimolante e non stupidamente compilativo od astruso in campo filosofico. E' forse soprattutto il ruolo di leader italiano del movimento
transumanista che ha contribuito molto dopo la pubblicazione del libro a far
raggiungere al nostro autore una discreta visibilità anche per il grande
pubblico, in particolare in rapporto alle denuncie e polemiche bioluddite, di
matrice cattolica e non, che infestano l'editoria e la pubblicistica del nostro
paese e che lo hanno visto ad esempio interloquire eloquentemente con le
posizioni espresse al riguardo da Giuliano Ferrara o Marcello Veneziani, che si
tratti dell'ultimo proclama dei bioetici americani contro la tentazione
postumana, o del nostro referendum nazionale sulla "procreazione
assistita". Ma cinque anni fa, i presupposti ideologici di una posizione che
riprende in modo critico ed originale l'eredità futurista, e prima di essa
quella della Gaia scienza, e prima ancora quella rappresentata
dall'emancipazione del pensiero libertino dalla metafisica cristiana, erano già
ben formati". (Stefano Vaj, saggista
e noto professionista milanese Rinascita, 6 settembre 2006)