Manifesti e Poesie neofuturiste
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Roby Guerra
La storia del futurismo dopo Marinetti in stile manifesti: questa in pillole la chiave di lettura del lavoro ufficiale del futurista Roby Guerra- "Nuovi Futuristi-Nuovi Umanisti" (eBook, Este Edition, 2011, prefazione di Graziano Cecchini ndr.) dedicato appunto allavanguardia italiana (ma non solo) in certo senso perduta. Si sa, per decenni, certo ideologismo, nel secondo dopoguerra, fin quasi al centenario del 2009, ha occultato sia la grande stagione del futurismo storico, sia certa continuita', di nicchia, ma concreta nel secondo novecento stesso. Il futurista ferrarese, come scrittore e protagonista ha attraversato e attraversa concretamente tale continuit aggiornata: dal gruppo romano di Enzo Benedetto, attivo fino met anni novanta e lo stesso artista Antonio Fiore (tuttoggi attivo, anche nella biennale sgarbiana per il Lazio), ai nuovi percorsi neofuturisti del 2000.
Dal futurismo mediatico e neosituazionista del celebre Graziano Cecchini (l'uomo della Fontana Rossa e delle battaglie per il Tibet e la Birmania liberi) ai nativi digitali del web di Antonio Saccoccio, a appunto ai transumanisti di Riccardo Campa, prossimi al futurismo.
*Dalla prefazione di Cecchini: ..."Manifesti Scientifici" li chiama Guerra, che poi li dimostra con uno tsunami netpoetico ("Il Canto di Hal 9000", poesie inedite), remixando anche un futurclassico di Marinetti e con un tributo a Aubrey de Grey..."