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Dopo Marx e Nietzsche arriva Campa

Collocazione di rilievo per il docente virgiliano in "Speranze" ultimo libro del luminare Paolo Rossi. Il filosofo mantovano leader dei transumanisti al centro del dibattito bio-politico

la Voce di Mantova - 17 febbraio 2009

Luca Tolazzi

 

Fa effetto vedere un mantovano citato con pertinenza su un libro scritto da uno dei massimi filosofi italiani viventi. Riccardo Campa, giornalista (e già redattore della Voce sino al 1996), quindi prof di filosofia all’università di Cracovia, portabandiera del movimento Transumanista, da qualche mese trova le sue tesi discusse da Paolo Rossi, che non è un calciatore, ma un riconosciuto luminare del pensiero modernista. Ma chi è Riccardo Campa? Diciamolo per chi non ha confidenza con la sociologia e con le bibliografie specialistiche. Nato a Mantova 41 anni fa, due lauree e un dottorato all’attivo, Campa da qualche anno si è visto rifilare una serie fantasiosa di epiteti per la sua fondazione in Italia del Movimento Transumanista. Si va dal “geniale e celebre ideologo rivoluzionario” affibbiatogli del poeta neo-futurista Roberto Guerra sino al deprecante “umanoide tecnologicamente avanzato e spiritualmente putrefatto” coniato da Marcello Veneziani. Adesso, da poche settimane, Campa si vede coinvolto anche nelle Speranze di Paolo Rossi (ed. Il Mulino). Speranze di che? «Speranze di cambiare il mondo in modo radicale – spiega Campa con una punta di soddisfazione –, per aprire una fase nuova della vicenda umana sul pianeta. A detta di Rossi, il Transumanesimo è la nuova grande ideologia e la nuova speranza dopo il fallimento del comunismo e dei fascismi. Va anche detto tuttavia che Rossi si dimostra critico verso queste filosofie della storia, ma se non altro si tratta di critiche eleganti e ben documentate».Resta che a detta del filosofo della scienza quella dei transumanisti è configurabile come una posizione oltranzista del futuro-pensiero: «Sì, in effetti Rossi stigmatizza certe posizioni radicali, ma allo stesso tempo riconosce che la nostra filosofia non è una mera contemplazione del progresso tecnologico fine a se stessa. Nel nostro manifesto c’è una seria discussione sulle implicazioni sociali e politiche dello sviluppo; noi crediamo nell’allontanamento progressivo della vecchiaia e della morte, e lottiamo per l’accesso generalizzato alle biotecnologie, ma è lontanissima dalle nostre intenzioni l’idea di usare l’eugenetica per creare razze superiori», prosegue Riccardo Campa. Ma allora perché qualcosa di meramente “teorico” dovrebbe supplire per il filosofo ciò che invece aveva rappresentato un modello di società, quale l’ideologia estrema della sinistra o della destra? «Secondo Rossi comunismo e fascismo hanno in comune due aspetti: la volontà di creare il paradiso in terra (anche per i fascisti il vantaggio è riservato a un’etnia) e l’idea di poterlo fare con un piano di Stato calato dall’alto. Rossi è convinto che anche il Transumanesimo abbia questi tratti. Ma il nostro manifesto (www.transumanisti.it) – chiarisce Campa – ha un’anima libertaria. Anche se noi siamo a favore dell’allungamento della vita con l’ausilio delle macchine, riteniamo nondimeno l’autodeterminazione dell’individuo come un caposaldo della nostra ideologia; tant’è vero che ci siamo schierati senza divisioni a favore dell’eutanasia quando sia richiesta dal paziente, come nel caso di Eluana Englaro. Questo per dire – conclude Campa – che Rossi, pur avendo prodotto uno studio serio, ha frainteso alcune nostre posizioni ideologiche. Peccato veniale che comunque si può pur perdonare a un accademico linceo di fama mondiale».

Da: la Voce di Mantova - 17 febbraio 2009

 

 

 

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