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E’ l’ora del post-human

Una lunga intervista condotta da Alex Roggero del Sole 24 ore a Riccardo Campa, direttore della WTA (l’associazione mondiale dei transumanisti)

Digital Life - 20 dicembre 2006

Alex Roggero intervista Riccardo Campa

 

Quale termine preferisce tra transumano, upload, postumano e oltreumano?
Ora il termine che mi è più caro è transumano, perché è l’obiettivo più in vista per me e per i miei simili. Infatti, transumano significa "umano transizionale" o "umano in transizione". È quindi un essere ancora umano che inizia a modificarsi. Il caso più tipico è il cyborg, il tipo biomeccanico. Ma, a breve, avremo anche persone che cercheranno di bloccare o invertire il processo di invecchiamento con iniezioni di cellule staminali. Sarà dunque un transumano ancora interamente biologico. Il postumano è un essere senziente che non ha più nulla o quasi di umano. Potrebbe essere un computer talmente evoluto che acquista coscienza, come Hal 9000 in 2001 Odissea nello Spazio. Oppure un computer che acquista coscienza in seguito al mind uploading di esseri umani.

Se o quando il mind upload sarà possibile e come avverrà? Pensa che a beneficiarne sarà solo un'élite?
Io credo che la tecnologia dell’uploading, se mai diverrà una realtà, non potrà essere elitiaria, se non per un brevissimo periodo. Questo perché il costo dei computer in rapporto alla loro potenza continua a decrescere. È chiaro che una volta scoperto come si trasferisce una coscienza nella macchina, questa diventerà un’operazione di routine a basso costo. Ci saranno anche supercomputer in cui potranno essere stipate o fuse migliaia o milioni di coscienze. Proprio questo è il punto: potrebbero nascere entità pensanti collettive, talmente intelligenti da raggiungere livelli divini. Mi piace ricordare che il termine “transumanare” era usato da Dante proprio per indicare il superamento dei limiti umani, il raggiungimento di uno stato semidivino. Ma quando si arriva a parlare di postumano, di un essere milioni di volte più intelligenti di noi, che senso ha fare previsioni? Cercare di spiegare che cosa faranno o penseranno queste entità è come pretendere di sapere che cosa pensa e vuole dio. Diversa la situazione delle terapie con staminali nel breve periodo. In questo caso, ritengo che le terapie saranno piuttosto costose e solo i ricchi potranno inizialmente accedervi. Perciò, sarà necessaria una politica oculata e previdente da parte degli Stati. Un conto è avere il vicino con un’auto più bella, una moglie più bella, una casa più bella. Nonostante il problema della gelosia umana è ancora qualcosa che si può sopportare. Un altro conto è invece avere un vicino che, in quanto ricco, può permettersi la continua rigenerazione dei tessuti, quindi l’eterna giovinezza e forse l’immortalità, mentre gli altri invecchiano e muoiono. È chiaro che questo tipo di disparità non può che generare frustrazione e quindi violenza. Viene a mancare quella che Toto chiamava la livella, la morte, l'unica consolazione del povero, il fatto che davanti alla morte, ricchi e poveri, siamo tutti uguali. È quindi interesse di tutti mantenere un accesso ampio e generalizzato alle biotecnologie, se si vogliono evitare scontri, rivolte, rivoluzioni.


Quali sono i vantaggi per il pianeta Terra di un futuro post-umano?
Per i postumani sarà più semplice viaggiare nello spazio, adattarsi ad ambienti per noi ostili, spostarsi nel vuoto cosmico per tempi biblici e a distanze abissali. Quindi il loro destino, il nostro se riusciremo nella metamorfosi, non sarà legato al solo pianeta Terra. In ogni caso, il nostro pianeta rischia di collassare nei prossimi decenni a causa della sovrappopolazione e dell’inquinamento. Poiché in un mondo concorrenziale è impossibile pensare ad un ritorno al passato, un ulteriore salto tecnologico potrebbe essere la sola via di salvezza. Potremmo evitare il collasso se, pur conservando un sostrato biologico o biomeccanico mobile, impariamo a vivere vite virtuali, cioè ad agire e competere in forma di avatar digitali in mondi fantastici indistinguibili dalla realtà, dove ognuno può realizzare i propri sogni senza devastare l’ambiente. Ma c’è dell’altro. Se nascono esseri postumani molto più intelligenti di noi, potrebbero prendere in mano la situazione e decidere per un uso più razionale delle risorse.

Nelle epoche a venire, crede avremo una umanita che "abita" in ambienti artificiali e un'élite composta da postumani dotati di corpi sintetici?
Spero proprio che le cose non vadano così. Posso assicurarle che questo è esattamente lo scenario che il mio movimento vuole evitare. Se, come qualcuno insinua in diversi blog della Rete, i transumanisti sono i burattinai del pianeta, la nuova massoneria alla quale obbediscono anche i potenti e che decide le sorti del mondo (si leggono proprio di queste assurdità, che ricordano molto il teorema SIM di Toni Negri), perché mai cerchiamo di informare quanta più gente possibile sulle nuove tecnologie e sugli scenari futuribili? Se fossimo quell’élite di cui si parla, ce ne staremmo zitti zitti e useremmo le nuove tecnologie clandestinamente, solo per noi stessi. La realtà è che noi vogliamo un salto di specie, da uomini a superuomini, per tutti coloro che vorranno fare questo salto. Vogliamo diventare una superspecie per uscire dai limiti angusti di questo pianeta, che comunque prima o poi è destinato a spegnersi. Sogniamo una nuova fase eroica per la specie superumana, l’apertura di una nuova frontiera. Una doppia frontiera: quella dello spazio e quella del ciberspazio. Non vogliamo un mondo diviso in caste, una società di schiavi. Questa idea ci fa letteralmente ribrezzo.

E' possibile che un élite di upload faccia immediatamente il passo successivo, cioè l'esplorazione e la colonizzazione di altri pianeti, abbandonando al loro destino i "biologici"?
Sì, su questo mi sono già espresso. La speranza è comunque che non solo un’élite, ma una massa di esseri senzienti prenda parte a questa grande avventura.

Pensa che il mind upload possa essere una valida risposta alla difficoltà di creare intelligenze completamente artificiali? Potrebbe essere anche un modo per evitare i pericoli che possono scaturire dall'AI?
Personalmente, non credo che cambierebbe molto nel rapporto tra opportunità e pericoli. Pensiamo all’umano come a qualcosa di più famigliare, di più amichevole, di più buono, rispetto alla macchina, perché siamo umani e perché ci hanno propinato film di fantascienza centrati sullo scontro tra uomini e macchine, Terminator e Matrix in particolare. Ma non dobbiamo dimenticare che gli esseri umani sono gli unici vertebrati che uccidono sistematicamente i propri simili. Siamo stati capaci di massacri inimmaginabili per altri esseri viventi. Quindi, non mi sentirei più tranquillo per il fatto che la mente in un robot cento volte più forte di me è di origine umana. Può anche darsi che le intelligenze che si sviluppano spontaneamente, se mai accadrà, non siano necessariamente ostili come Hal 9000, siano più amichevoli e benevole degli esseri umani.

L'avvertimento lanciato nel 2000 da Joy su Wired ('Il futuro non ha bisogno di noi') come può essere commentato oggi?
Joy ha esagerato, secondo me, nell’indicare i possibili pericoli, però ha avuto il grande merito di attirare l’attenzione sul problema del divenire postumano. A mio avviso, alcune catastrofi potrebbero accadere, ma comunque vale la pena di andare avanti. La perfezione non è di questo mondo. Pensiamoci un attimo. Immaginiamo di vivere all’epoca di Giolitti. Se un futurologo ci mostrasse una stima statistica corretta dei morti per incidente stradale dall’invenzione dell’automobile all’anno 2006, ci si rizzerebbero i capelli in testa. Diremmo mai e poi mai a questa invenzione demoniaca. Eppure, rinunceremmo oggi all’automobile? Lo stesso vale per le altre catastrofi indicate da Joy. Qualcuna accadrà. Ci faremo il callo. I nostri pronipoti non vorranno comunque tornare ai nostri tempi, non vorranno vivere una vita così breve e a così basso livello tecnologico.

ll Corriere ha citato Sterling: "A mio parere, la superumanità è l'essenza stessa della singolarità. In sua assenza, ci ritroveremo sommersi da una montagna di ricchezze tecnologiche di cui non sapremo farci nulla". Così sentenzia Vinge, citato da Sterling, che poi commenta ironicamente: "Basta togliere la minaccia dell'intelligenza artificiale dalla profezia di Vinge per ottenere una brillante descrizione del nostro presente: una montagna di ricchezze tecnologiche di cui non sappiamo farci nulla. Invece di trasformare i nostri cervelli in supercomputer spirituali, abbiamo ottenuto una Internet soffocata dalla spazzatura". Secondo Sterling: "È possibile che ci si trovi sulla soglia di una sconvolgente svolta, oppure è possibile che ci si trovi all'inizio di un nuovo medioevo caratterizzato da epidemie, fame e catastrofi climatiche. Ma è più verosimile che si stia già vivendo in una sorta di noioso, squallido vortice storico di autocompiacimento, in cui ci aggiriamo avendo perso qualsiasi senso del progresso e di direzione temporale. Non abbiamo alcuna idea di cosa vogliamo dalle nostre vite e dalla società. E nessuna legge di Moore riuscirà a elevarci spiritualmente finché mancherà qualsiasi volontà, visione e appetito per la spiritualità". Lei è d'accordo con queste affermazioni?
Io sono d’accordo sul fatto che serve un progetto. E noi abbiamo un progetto. Qui non si tratta di vivere squallidamente una vita un po’ più lunga. Si tratta appunto di dare alla specie umana una scossa, uno scopo eroico, titanico, prometeico. Espandiamo la vita cosciente nell’universo ed eleviamone il livello per rispondere alle domande fondamentali dell’uomo. Da esseri postumani milioni di volte più intelligenti, potenti e longevi dell’uomo mi aspetto risposte decisive riguardo alla struttura della materia, della vita, della coscienza. Mi aspetto risposte relative ai misteri della meccanica quantistica, delle superstringhe, dei buchi neri, della nascita della vita, dei meccanismi della coscienza. La scienza pura e l’esplorazione dell’universo saranno il senso di una umanità potenziata. Il problema della povertà spirituale ha infatti due facce. Da un lato ci distrugge il nichilismo postmoderno, il relativismo, lo scetticismo radicale, e dall’altro ci obnubilano la mente i dogmi, le religioni, i miti. Non riusciamo a stare nel sano luogo intermedio, quello della ricerca scientifica e filosofica, l’unico sapere capace di trovare una risposta autentica ai nostri perché, se tale risposta esiste. I transumani riusciranno a comprendere ciò che noi non possiamo comprendere. Serve dunque un nuovo pensiero forte, alternativo tanto al pensiero debole della decadenza postmoderna, quanto al pensiero dogmatico delle religioni.

Di Chio in un articolo apparso sul Tempo ha scritto: "Da una parte ci sono gli estropici, fautori di un progresso senza limiti e senza paure, che per esempio negli Usa vivono sotto l’ala dei democratici, e dall’altra ci sono i transumanisti, altro ceppo della famiglia post-umana, considerati di destra, più attenti all’intreccio tra scienza ed etica" Come commenta questa affermazione?
No, le cose non stanno esattamente così. Non c’è una contrapposizione fra estropici e transumanisti perché gli estropici sono transumanisti. È però vero che non tutti i transumanisti sono estropici. Questo vuol dire che gli estropici possono essere visti come una componente, piuttosto consistente, del movimento transumanista. Anche la qualificazione politica è comunque scorretta. Gli estropici non sono di sinistra. Al contrario, se proprio vogliamo usare queste categorie tradizionali, sono quei transumanisti che credono nella società aperta e nell’economia di mercato. Tendono a coincidere con i liberali europei, i repubblicani Usa, i libertari, i liberisti, i randiani, gli oggettivisti, gli anarco-capitalisti. Poi ci sono i tecnoprogressisti (ma qualcuno li chiama “transumanisti democratici”) che sono l’ala di centrosinistra: democratici Usa, socialisti europei, radicali, verdi, comunisti. Questi due gruppi sono i più numerosi, con percentuali intorno al 30-35%, a seconda delle stime. Esiste poi un terzo gruppo che si definisce neofuturista o sovrumanista e che proviene culturalmente dall’area della destra etno-identitaria o nazionalista. È notevolmente più piccolo rispetto alle altre aree, ma molto combattivo, e quindi si fa notare. E, infine, un quarto gruppo denominato Upwinger e formato da coloro che cercano di elaborare un’ideologia propriamente transumanista, oltre le categorie ottocentesche di destra e sinistra. “Transumanisti” è il termine-concetto semanticamente più ampio che, di conseguenza, comprende tutte queste visioni del futuro.

Può indicare una scoperta recente, scientifica o tecnologica, che potrebbe essere considerata un passo avanti verso un mondo post-human?
Ora mi viene in mente il brain-gate. Si tratta di un dispositivo, un microchip impiantato direttamente nel cervello di persone paralizzate che permette loro di pilotare con la mente macchine esterne e quindi di leggere la posta o di spostare oggetti. È il primo passo verso l’uploading, se vogliamo. È la prova che è possibile trasferire informazione, in forma di segnali elettrici, dal cervello al computer e viceversa. Certo trasferire un’intera coscienza con tutti ricordi è ben altra cosa, ma il brain-gate è comunque un passo importante.

Quali sono i prossimi appuntamenti importanti in italia e all'estero?
In agosto c’è stato il congresso mondiale ad Helsinki, al quale ho preso parte come speaker. Ora vorremmo organizzare un evento italiano, il primo congresso nazionale. Tuttavia non sono in grado di indicare un luogo e una data, perché dobbiamo ancora definire il quadro organizzativo e trovare gli sponsor.

Pensa che la cosiddetta Singularity arriverà nell'arco della sua vita?
Spero che la Singolarità arrivi nel corso della mia vita. Con tutte le cose che ho da fare nei prossimi secoli, la morte sarebbe davvero una seccatura. Scherzi a parte, è davvero difficile fare previsioni. Kurzweil dice che è molto vicina. Secondo i suoi calcoli è questione di qualche decennio. Io posso soltanto dire: speriamo.

Nei paesi occidentali esiste una visione del Futuro?
In Italia c’è una certa spocchia. Troppo spesso si liquidano questi discorsi come pura fantascienza, sia nel mondo politico che nel mondo intellettuale. È vero che qualche volta lasciamo libero corso all’immaginazione, ma molti politici non sembrano essere al corrente nemmeno delle cose che sono già accadute nei laboratori scientifici. Ma il discorso vale anche e soprattutto per i cittadini. A me gli italiani di oggi ricordano gli italiani degli staterelli del Rinascimento: credevano di essere il centro del mondo mentre gli crescevano attorno gli Stati nazionali che li avrebbero stritolati. Andavano fieri delle botteghe artigiane, mentre fuori nascevano le manifatture e si preparava la rivoluzione industriale. Oggi lo stesso. Lei parla con l’italiano medio e questi è convinto di vivere in un paese avanzato, mentre la Cina sarebbe terzo mondo. Invece, in soli otto o nove anni le città cinesi sono diventate metropoli avveniristiche, mentre Palermo è sempre la stessa, Vicenza è sempre la stessa. Non si può cambiare nulla senza chiedere mille autorizzazioni. Abbiamo paura di cambiare, perché crediamo di essere il centro del mondo. Recentemente, il presidente indiano Abdul Kalam, in occasione dell’evento inaugurale della costruzione del International Institute of Information Technology a Bhubaneswar, ha pronunciato un discorso sulla “Convergenza Tecnologica” in cui abbraccia apertamente alcune idee transumaniste. Quando arriveranno i transumani cinesi e indiani alla frontiera, anche solo per commerciare, capiremo che siamo noi il terzo mondo. Loro potenziati a livello di intelligenza, forza e longevità, noi sempre gli stessi. Non potremo che lavorare per loro. Essere i loro dipendenti, o forse servi. Il futuro. Proprio del futuro bisognerebbe parlare, e non se ne parla. Si fanno piani a due o tre mesi. Si parla delle solite beghe interne alla politica italiana, i cento partiti, le mille correnti, gli appalti da spartire. Non c’è progetto, non c’è sfida. La Cina ha deciso qualche anno fa di diventare la prima potenza economica e militare del pianeta. Lo sta diventando. Gli italiani invece aspettano, nostalgici di un passato che non può tornare, legati ad un’etica che li renderà schiavi.

Da: Digital Life - 20 dicembre 2006

 

 

 

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