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È nato il topo Frankenstein

Roditori teleguidati. Insetti-spia. Cani con il Gps. La scienza sta creando uno zoo di discutibili creature

L’Espresso - Anno LI n. 22, 9 giugno 2005: 168-171

Francesca Tarissi

 

Scimmie che spostano oggetti con il pensiero, topi con la vista a infrarossi e insetti-spia con microcamere integrate: gli animali del futuro saranno cyber. Pura fantascienza? C'è chi afferma di no: "I cyber-animali sono già una realtà", afferma Riccardo Campa, docente di Sociologia della Scienza presso l'Università di Cracovia e presidente dell'Associazione italiana transumanisti: "Esistono di fatto molti prototipi, ciascuno realizzato e ottenuto partendo da una prospettiva diversa. Per esempio un approccio consiste nell'introdurre impianti cibernetici nell'animale, mentre un altro, completamente opposto, procura d'introdurre pezzi vivi di animale nella macchine. Questi ultimi qualcuno li chiama 'animat'".
Come Hybrot, per esempio. Un robot 'vivente', brevettato dallo scienziato Steve Potter, che per ragionare si avvale di neuroni di topo. "Il vantaggio dell'animat rispetto al tradizionale robot al silicio", prosegue Campa, "è che apprende dagli errori e quindi interagisce meglio con l'uomo".
Gli animat non sono gli unici mix bio-artificiali cui stanno lavorando gli scienziati. Negli Stati Uniti alcuni ricercatori hanno reso i ratti capaci di controllare un braccio robotizzato attraverso l'attività cerebrale e i macachi di giocare e gestire un'immagine VR (virtual reality) con la mente. All'Università della California di Berkley, invece, Yang Dan, Fei Li e Garrett Stanley sono riusciti a realizzare un video contenente le scene riprese dagli occhi di un gatto. Per riuscirci hanno dovuto impiantare un centinaio di elettrodi nella testa del felino e collegarli direttamente al talamo, una regione del cervello coinvolta nel processo di visualizzazione della realtà esterna.
"Quando si parla di sperimentazione sugli animali", spiega Ramez Naam, autore di un libro molto discusso dal titolo 'More than Human' (su Amazon.com), "non bisogna dimenticare che, eccezion fatta per uno o due casi, il fine ultimo delle ricerche non sono gli animali stessi, ma l'uomo e la cura di certe malattie".
Tra le eccezioni cui accenna Naam può senz'altro essere annoverato RoboRat. Metà creatura vivente e metà robot, il cyber roditore ha innestato sul cranio circa 60 microcircuiti i quali, collegati via radio a un telecomando, permettono a John Chapin e a Sanjiv Talwar, padri putativi del piccolo Frankenstein, d'inviargli degli impulsi e teleguidarlo.
"L'idea", hanno spiegato i due scienziati alla televisione australiana, "ci è venuta in seguito ai fatti tragici dell'11 settembre, quando ci siamo chiesti quante vite si sarebbero potuto salvare se fosse stato possibile far girare tra le macerie delle mini webcam e dei gps per localizzare con precisione i sopravvissuti".
Per trovare una soluzione, Chapin e Sanjiv sono così ricorsi ai topi: "I topi sono particolarmente adatti a svolgere missioni di soccorso: entrano in spazi ristrettissimi e possiedono un magnifico senso dell'olfatto"
"Non c'è nulla di cui stupirsi", rassicura James Hughes, direttore dell'Institute for Ethics & Emerging Technologies: "La linea di confine tra la vita organica e quella meccanica presto diverrà sempre più 'porosa' e gli stessi computer saranno fatti con materiali organici e microscopiche unità autoriproduttive derivanti dai virus e frutto della nanorobotica".
A Tokyo i ricercatori hanno realizzato il cyber-coleottero: collegando un microchip alle antenne dell'insetto è possibile pilotarlo con un joystick tramite onde radio, indirizzandolo in questa o quella direzione e controllandone il volo tramite una microcamera. I piccoli insetti tecnomodificati potranno svolgere azioni di spionaggio e missioni di ricognizione di luoghi a rischio.
Dall'altra parte del mondo, nella Carolina del Nord, una scimmia trasplanted riesce a muovere a distanza un braccio robotizzato grazie ai segnali elettrici emessi dal suo cervello. "Se animali effettivamente bisognosi, tipo gli animali incidentati, con arti amputati o altre grave menomazioni, venissero inseriti in tali progetti di ricerca con il consenso dell'affidatario", obietta Roberta Bartocci responsabile del Settore Vivisezione della Lav, la Lega Anti Vivisezione, "l'esperimento sarebbe utile e anche eticamente sostenibile; purtroppo, nella pratica, ciò non avviene mai".
Nonostante la tendenza di parte del mondo scientifico sia quella di legittimare questo tipo di sperimentazioni, sostenendo che, quanto portato avanti dalla neuroingegneria e dalla biorobotica, e patito dagli animali, punta comunque a un fine superiore, rappresentato dal bene dell'uomo, a far incendiare nuovamente la polemica sull'eticità delle manipolazioni animali, dell'applicazione di arti robotizzati ai primati o dell'utilizzazione di cani, gatti o cavie per la creazione di specie biologiche superiori, è intervenuto 'Augmented Animals'. Rimbalzato da Internet agli onori della cronaca americana, il provocatorio libretto a tiratura limitata (solo mille copie), scritto da James Auger, un designer ex ricercatore del Mit Media Lab Europe, ipotizza un futuro in cui gli animali saranno dotati di gadget tecnologici che li aiuteranno a evolversi. Tra scoiattoli con gps 'localizza-ghiande', roditori dotati di giubbotti con sensori di movimento verticale e punte telescopiche anti-rapace, e balene rivestite di mute in resina acustica per sfuggire ai sonar dei caccia balenieri, allorché Auger passa dalla fantasia alla realtà che si scatena la bagarre. Nota dolente è il capitolo sull'utilizzo della realtà virtuale negli allevamenti intensivi. Sistema per altro già applicato in via sperimentale.
"Quello d'impiantare chip negli animali da macello per farli stare meglio è un allucinogeno elettronico", spiega Fiorella Operto, ricercatrice delle implicazioni sociali ed etiche della robotica della Scuola di Robotica di Genova: "In pratica ciò che avviene è che si iniettano sensazioni positive (o negative) negli animali tramite elettrodi nel cervello. Ma il fatto di rendere felice un animale che sta per essere ucciso, soddisfa più l'uomo che l'animale; l'animale, invece di morire contento, preferirebbe certamente non morire affatto".
La questione delle condizioni di vita degli animali da macello è un problema sempre più concreto. Lo sviluppo in Occidente di una coscienza ecoanimalista sempre più marcata sta rendendo la ricerca di una soluzione non più demandabile nel tempo. Mentre per alcuni far vivere mucche e vitelli nella bolla di un'illusione digitale di un'esistenza libera e felice tra pascoli verdi in 3D è la strada più rapida e sicura, altri cominciano ad avanzare l'idea del superamento delle specie. Nel super animal.
"La ragione principale della cyborghizzazione degli animali", dice Campa, "è il potenziamento dell'intelligenza finalizzato alla comunicazione: se gli animali potessero parlare, probabilmente ci indurrebbero a trattarli meglio".
Messa fuori gioco l'eugenetica, vietata dalla legge, l'aumento d'intelligenza che potrebbe essere ottenuto mediante l'aggiunta del gene NR2B, non resta che raggiungerlo attraverso la combinazione di genetica e cibernetica: secondo gli studiosi, cani, gatti e delfini sono gli animali più promettenti in questo senso.
In attesa che il pet di casa riesca a esprimere a parole le sue richieste e i suoi bisogni, il rischio dietro l'angolo è quello di ritrovarsi un giorno alle prese con uno 'humanzee', un ibrido uomo-scimpanzé, o un 'humcat', un gatto che ragiona come un uomo. All'Università di Reno, in Nevada, sono state iniettate cellule umane nel cervello di un feto di pecora di due mesi (soppresso insieme alla madre poco prima della nascita); all'Università di Stanford, invece, ci sono topi con l'1 per cento di cellule cerebrali umane. Il prossimo passo? Il connubio con le grandi scimmie.


Al guinzaglio con il satellite

Robot-libellule
Nato come progetto commissionato direttamente dalla Cia, le libellule robot sono ancora in fase di perfezionamento. Troppo leggere e quindi soggette agli spostamenti del vento, sono infatti di difficile gestione.


Cyber-coleotteri
Realizzati nei laboratori di ricerca giapponesi, i cybercoleotteri sono dei coleotteri alle cui antenne sono stati collegati dei microchip. Tramite onde radio è possibile pilotare l'insetto con un joystick.

Chip cerebrale
Grande come una monetina, il Brain Gate realizzato dalla Cyberkinetics ha permesso a una scimmia di controllare con il pensiero un braccio robotizzato e di nutrirsi tramite esso. Oggi il BG è impiantato in 4 persone paralizzate.

Gps per cani
Wheel of Zeus è un collare con Gps integrato. Se il cane si allontana, un messaggio di allerta sul cellulare avvisa il proprietario della sua posizione.

Tele-petting
A Singapore i ricercatori sono riusciti a sviluppare un sistema che consente di toccare un animale in remoto tramite Internet. L'esperimento è stato condotto su una normale gallina non sottoposta ad alcun impianto cerebrale.

Da: L’Espresso - Anno LI n. 22, 9 giugno 2005: 168-171

 

 

 

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