Nichilista a chi? Nessun pericolo. Sacrosanto voler allungare la vita
Confinati nel cyberspazio gli studiosi escono allo scoperto
Libero - 21 aprile 2005
Roberto Manzocco
L’uomo sta veramente passando di moda? E la scienza sta forse lavorando consapevolmente per sostituire il genere umano con una nuova specie di immortali dotati di super-poteri e assolutamente privi di qualsivoglia etica o ideale? A dire il vero le cose non stanno proprio così, e la realtà è come sempre più sfumata. Partiamo innanzitutto dai fatti. Negli ultimi anni si è sviluppato in America (diffondendosi poi a macchia d’olio in tutti i paesi civili) un movimento più o meno informale, fatto da persone decisamente acculturate e ben consapevoli delle opportunità che la scienza moderna ci offre o si appresta a offrirci, il transumanesimo appunto. Rimasti a lungo confinati nel ciberspazio, i transumanisti hanno iniziato più o meno lentamente ad uscire allo scoperto, fino a quando i loro ideali (e cioè utilizzare la scienza e la tecnologia per sconfiggere tutte le malattie e la stessa vecchiaia e per superare i limiti stessi dell’esistenza umana) sono diventati di pubblico dominio, suscitando alcuni entusiasmi e notevoli critiche (una per tutte quella dello studioso Usa Francis Fukuyama, che considera quella del transumanesimo “un’idea pericolosa”).
Forse alcuni dei membri di questo movimento (a cui – lo confessiamo – va tutta la nostra simpatia) sono persone probabilmente un po’ troppo ottimiste e fiduciose nei progressi della scienza, ma ciò non implica che gli obiettivi dei transumanisti possano essere definiti su due piedi “deliranti”. Cosa c’è di delirante infatti nel voler vivere più a lungo o nel godere di un livello di salute ottimale? Da questo punto di vista si può dire anzi che questo movimento (d’opinione? Politico? Filosofico?) vada ampiamente incontro non solo ai sogni dei nostri antenati (che hanno sempre cercato elisir di lunga vita e pietre filosofali), ma anche a quelli dell’uomo medio (il tipo di persona cioè che cerca di ostacolare i primi segni dell’invecchiamento con tutti i mezzi attualmente disponibili, chirurgia plastica inclusa). Qualcuno potrebbe pensare che il transumanesimo sia il frutto di un mal digerito pensiero nichilista, che – sulla falsariga dell’oltre-uomo di Nietzsche o delle idee dei filosofi post-moderni – rifiuta ogni valore e assoggetta la vita umana a criteri egoistici e stupidamente edonistici.
A nostro parere è vero proprio il contrario: i nichilisti ritengono che l’esistenza umana sia destinata inevitabilmente al nulla, e proprio in virtù di ciò pensano di potersi concedere qualunque tipo di bruttura morale; a occhio e croce invece i transumanisti (le cui teorie hanno pur tuttavia un lieve e tutto sommato non fastidioso retrogusto ideologico) amano appassionatamente la vita (sia la propria che quella dei propri cari). Bisogna inoltre sottolineare un altro fatto di fondamentale importanza, e cioè che l’uomo è (come tutti gli altri organismi che vivono su questo pianeta) sottoposto a una costante pressione evolutiva, e che il progetto transumanista (forse utopistico, forse no) non farebbe altro che accelerare delle trasformazioni già in atto fin da quando esistiamo come specie (e a ogni modo il superamento della condizione umana è un obiettivo che potrebbe richiedere ancora moltissimi decenni e altrettanti dibattiti). Non dimentichiamo infine che la civiltà occidentale ha prodotto un’importante disciplina filosofica, la bioetica, il cui compito è o dovrebbe essere proprio quello di favorire il progresso scientifico evitando nel contempo gli abusi che molte persone giustamente temono. Insomma chi sta cercando nel transumanesimo un’idea pericolosa ha decisamente sbagliato indirizzo, e dovrebbe rivolgersi piuttosto a movimenti di ben altra “levatura morale”, come Al-Quaeda o le Brigate Rosse.